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Chi deve decidere?

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flickr.com / edoardocosta

Il referendum è lo strumento istituzionale che più di ogni altri coglie appieno la natura mimetica della democrazia. Se infatti da una parte il senso della democrazia sta nell’affermare la piena sovranità popolare, dall’altra il governo del popolo è ancora oggi un’utopia mai praticata.

Il processo decisionale, che sublima e sintetizza la sovranità legittima, è il nodo della democrazia. Se le diverse procedure (sistema maggioritario, proporzionale, plebiscito, etc..) si collocano nello spazio delle pratiche possibili, l referendum dovrebbe invece godere di un consenso indiscusso poiché è il metodo più diretto per sondare la volontà popolare. Invece non è così.

Serpeggia la paura, fondata, che il popolo non sappia esprimersi per il meglio. Politici, giornalisti e opinionisti sibilano che il referendum costituzionale sia un modo per sottrarre la democrazia dal suo luogo di elezione, il Parlamento.

Anche il popolo anti-casta italiano – che si dice vittima di un sistema di informazione monopolizzato e fazioso – come può pensare che una deliberazione popolare, attuata da un corpo elettorale ottuso e guidato catodicamente, possa perseguire realmente il bene della nazione?

Forse sarebbe più giusto evitare il referendum costituzionale e affidarci completamente alla democrazia rappresentata da uomini ben informati, preparati, eletti.

Mi chiedo però se i parlamentari non sono anch’essi a loro volta esponenti di minoranze, gruppi, interessi particolari.. Dunque quando voteranno, decideranno per il bene della nazione? Il referendum costituzionale, per le decisioni più importanti, è del popolo. E di nessun altro.

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