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Il processo decisionale, che sublima e sintetizza la sovranità legittima, è il nodo della democrazia. Se le diverse procedure (sistema maggioritario, proporzionale, plebiscito, etc..) si collocano nello spazio delle pratiche possibili, l referendum dovrebbe invece godere di un consenso indiscusso poiché è il metodo più diretto per sondare la volontà popolare. Invece non è così.
Serpeggia la paura, fondata, che il popolo non sappia esprimersi per il meglio. Politici, giornalisti e opinionisti sibilano che il referendum costituzionale sia un modo per sottrarre la democrazia dal suo luogo di elezione, il Parlamento.
Anche il popolo anti-casta italiano – che si dice vittima di un sistema di informazione monopolizzato e fazioso – come può pensare che una deliberazione popolare, attuata da un corpo elettorale ottuso e guidato catodicamente, possa perseguire realmente il bene della nazione?
Forse sarebbe più giusto evitare il referendum costituzionale e affidarci completamente alla democrazia rappresentata da uomini ben informati, preparati, eletti.
Mi chiedo però se i parlamentari non sono anch’essi a loro volta esponenti di minoranze, gruppi, interessi particolari.. Dunque quando voteranno, decideranno per il bene della nazione? Il referendum costituzionale, per le decisioni più importanti, è del popolo. E di nessun altro.
